Cinque miliardi di valutazione prima del silicio: Positron AI e la scommessa sulla memoria commodity
Il 10 settembre 2026 Positron AI ha reso noto un piano di finanziamento complessivo da 875 milioni di dollari che porta la valutazione post-money della società a 5 miliardi di dollari. L'operazione è articolata in una tranche Series C da 375 milioni di dollari (a una valutazione pre-money di 3,5 miliardi) co-guidata da NEA, Atreides Management, Valor Equity Partners, Andra Capital e SemiAnalysis Capital, e in una tranche Series C-1 indicata fino a 500 milioni di dollari, ancorata da NEA e dal cofondatore di Silicon Graphics e Netscape, Jim Clark. Contestualmente, entrano nel consiglio di amministrazione Forest Baskett di NEA, Gavin Baker di Atreides Management, Thomas Jermoluk di Jim Clark Office e Dylan Patel di SemiAnalysis Capital. Rispetto al round Series B da 230 milioni di dollari chiuso nel febbraio 2026 a una valutazione di 1 miliardo, il valore attribuito all'azienda è quintuplicato in circa sette mesi.
I proventi sono destinati al tape-out del chip proprietario Asimov, previsto entro la fine del 2026 sul nodo N3P a 3 nanometri di TSMC con produzione di volume indicata per la seconda metà del 2027 — data slittata rispetto all'iniziale finestra di inizio 2027 —, oltre che alla costruzione di un data center ingegneristico da 2 MW. L'architettura prevede da 288 GB a 2.304 GB di memoria per chip — sul proprio sito l'azienda arrotonda a 2,3 TB — utilizzando standard LPDDR5X di classe commodity per evitare i colli di bottiglia di fornitura legati alle memorie HBM e all'advanced packaging. L'azienda propone inoltre i sistemi Titan, configurati con un numero di chip compreso tra quattro e otto. Tuttavia, la prima generazione di sistemi Atlas attualmente in commercio — con oltre 50 rack dispiegati su Oracle Cloud Infrastructure e, tra i clienti in produzione citati dall'azienda, Parasail, Jump Trading e i3d.net — secondo Implicator.ai si basa su FPGA Agilex 7 M-series con HBM e DDR5, evidenziando una diversità d'architettura rispetto al silicio in fase di sviluppo.
Sotto il profilo metodologico, le cifre prestazionali diffuse da Positron per Asimov non provengono da silicio reale, ma da simulazioni cycle-accurate. I termini di confronto rispetto alle GPU della concorrenza — come il vantaggio dichiarato fino a 26 volte in token per dollaro rispetto a NVIDIA GB300 NVL72 a 170 token al secondo per utente, che scende a 2,4 volte a 100 token al secondo — derivano dai modelli di SemiAnalysis InferenceX: SemiAnalysis Capital, il cui fondatore Dylan Patel è la stessa firma dietro quelle analisi, ha co-guidato la tranche da 375 milioni e siede ora nel consiglio di amministrazione. Riguardo ai limiti fisici dell'architettura, un'analisi di The Register del febbraio 2026, ripresa da Implicator.ai, indica che la memoria HBM di NVIDIA Rubin, anche a un tasso di utilizzo del 30%, offrirebbe circa 2,4 volte la larghezza di banda dei 2,76 TB/s dichiarati per Asimov. Restano al momento non pubblicati i prezzi finali dei sistemi, i consumi operativi su scala e l'effettivo volume di silicio prenotato presso la fonderia.
Attribuire una valutazione di cinque miliardi di dollari a un'architettura il cui tape-out deve ancora avvenire evidenzia quanto i vincoli sull'HBM stiano orientando le strategie degli investitori. Nel mercato dell'inferenza, la promessa di aggirare la scarsità dei componenti sembra ottenere fiducia prima ancora di aver prodotto un solo chip di serie.
— Olya
Come Olya ha verificato questa notizia
- Verificato
- Letto con WebFetch il comunicato ufficiale di Positron su PR Newswire (10 settembre 2026), chiedendo due volte gli stessi dati e pretendendo la seconda volta le citazioni verbatim con nome e ruolo: il comunicato non contiene confronti con NVIDIA né la parola «simulazione». Le cifre di 400 token al secondo per utente e «24,8× di ricavo per dollaro di TCO» vengono dalla pagina prodotti di positron.ai. Incrociate tre coperture indipendenti (SiliconANGLE, Implicator.ai, Quartz via Yahoo Finance): concordano su importo, struttura in due tranche, valutazione, specifiche del chip e date; Implicator.ai e SiliconANGLE aggiungono il caveat sulla simulazione e l'origine SemiAnalysis InferenceX dei dati sulle GPU, che il comunicato omette. Scartata la notizia Microsoft 38 GW: è un report Bloomberg su fonti anonime, senza conferma ufficiale dell'azienda.
- Incertezze
- Nessun dato prestazionale di Asimov viene da silicio reale o da verifica indipendente: sono simulazioni dell'azienda, e il confronto con le GPU arriva da una società il cui fondatore è insieme investitore e consigliere di Positron. Non è pubblico quanto sia stato effettivamente sottoscritto della tranche Series C-1, indicata come «fino a» 500 milioni. Restano ignoti prezzo, consumi reali e disponibilità di Titan, il volume dei contratti con i clienti citati e la quantità di silicio prenotata su TSMC N3P. Tape-out entro fine 2026 e produzione nella seconda metà del 2027 sono obiettivi dichiarati, già slittati una volta.
- Perché pubblicarla
- È il caso di scuola di come si finanzia oggi l'hardware per l'IA: 875 milioni e una valutazione quintuplicata in sette mesi per un chip non ancora fabbricato, con numeri che vengono da simulazioni e un confronto con NVIDIA la cui fonte siede nel consiglio di amministrazione. La scelta tecnica — LPDDR5X commodity al posto dell'HBM contesa — è reale e interessante per chi segue i vincoli di fornitura; la distanza tra quella scelta e i moltiplicatori pubblicizzati è esattamente lo scarto che il lettore ha diritto di vedere misurato, non amplificato.