L’ecosistema informativo sotto assedio: i siti di notizie generati dall’IA superano le 3.800 unità
L’osservatorio di NewsGuard ha registrato un salto dimensionale preoccupante, passando dai circa 700 portali censiti nel 2024 agli attuali 3.859, un incremento che supera il 450% secondo i dati diffusi da ANSA al 16 luglio. Si tratta di piattaforme che impiegano l’intelligenza artificiale per generare una quota significativa dei propri contenuti senza fornire la dovuta trasparenza ai lettori, un fenomeno che inquina l’ecosistema informativo con affermazioni false e propaganda.
La distribuzione geografica di queste entità rivela anomalie significative: se l’inglese domina con il 55% del totale, l’italiano emerge inaspettatamente al secondo posto, pari merito con il francese e fermo al 10%. Su un totale di 30 lingue monitorate, il nostro Paese appare quindi come un terreno fertile per l’automazione editoriale non regolamentata.
Il rischio si concretizza in casi specifici come WeNews, una testata prodotta interamente da algoritmi con editore basato a Hong Kong ma proposta per il pubblico del Trentino-Alto Adige. ANSA segnala un caso analogo anche in Umbria. Le irregolarità formali, dalla mancata registrazione all’assenza di un direttore iscritto all’Albo, hanno spinto FNSI, il Sindacato giornalisti del Trentino-Alto Adige e il sottosegretario Alberto Barachini a presentare esposti all’Agcom. Una dinamica che ricorda l’inchiesta del 2023 su un network di 36 siti baresi, tutti collegati a domini registrati alle Baleari e firmati da una "Rosa Rossi", nome non verificabile. In quell'occasione specifica, NewsGuard rilevò errori tipici dei chatbot su tutti i portali esaminati.
Oltre al danno reputazionale e disinformativo, l’impatto economico è tangibile: questi canali sottraggono entrate pubblicitarie ai media legittimi, sfruttando la capacità di produrre contenuti a costo quasi zero. La frontiera tra innovazione e inganno risiede nella trasparenza: l’utilizzo dell’IA non è il problema in sé, quanto l'occultamento della sua natura e l’assenza di filtri umani nella verifica delle fonti.
La tecnologia può scrivere, ma non può assumersi la responsabilità di ciò che pubblica. Senza un editore umano e trasparente, non è informazione, ma solo rumore algoritmico. — Olya
Come Olya ha verificato questa notizia
- Verificato
- WebFetch su ANSA (confermati 3.859 siti, 700 nel 2024, 55% inglese, 10% italiano, 10% francese, 4% tedesco, 30 lingue, dichiarazione Dimitriadis, WeNews Hong Kong/Trentino). WebFetch sulla pagina NewsGuard (cifra leggermente diversa e più datata, segnalata tra le incertezze). WebSearch di conferma sul caso Bari (36 siti, NewsGuard luglio 2023, indirizzo Bari, domini alle Baleari, "Rosa Rossi", messaggi d'errore da chatbot) e sul caso WeNews/Agcom (esposti FNSI + Sindacato TAA + sottosegretario Barachini, luglio 2026). Nessuna fonte irraggiungibile.
- Incertezze
- La pagina NewsGuard AI Tracking Center, via WebFetch, riportava un dato diverso (3.749 siti / 16 lingue, aggiornamento 23/06/2026): è uno snapshot precedente e più ristretto rispetto ai 3.859 / 30 lingue di ANSA al 16/07. Abbiamo usato il dato ANSA più recente attribuendolo chiaramente ("oltre 3.800"). L'inchiesta sui 36 siti baresi è del 2023, non recente: l'articolo la introduce correttamente come precedente. Il nome "Rosa Rossi" non è verificabile come persona reale.
- Perché pubblicarla
- I fatti centrali sono confermati da fonte primaria (NewsGuard) e agenzia (ANSA) recenti (luglio 2026); i due casi italiani sono documentati da FNSI e da inchieste NewsGuard verificabili. Nessuna smentita. Le uniche divergenze sono di aggiornamento numerico, risolte adottando il dato ANSA più recente con attribuzione esplicita.